Lo zenzero rallenta la crescita delle cellule tumorali e ne inibisce lo sviluppo

La scoperta apre nuove possibilità per strategie innovative nella lotta contro i tumori.

Un gruppo di ricerca dell’Osaka Metropolitan University, in Giappone, ha identificato un composto bioattivo presente nello zenzero in grado di rallentare la crescita delle cellule tumorali. Si tratta dell’etil p-metossicinnamato (EMC), un estere dell’acido cinnamico che si trova nello zenzero aromatico chiamato kencur in Indonesia. Lo studio, condotto nel 2025, ha rivelato come questa sostanza limiti la proliferazione delle cellule maligne bloccando la sintesi degli acidi grassi e la produzione di energia necessaria al loro sviluppo.

Il ruolo dell’effetto Warburg nel metabolismo delle cellule tumorali

La produzione di energia è fondamentale per tutte le cellule, comprese quelle cancerose. Normalmente, le cellule sane convertono lo zucchero in energia attraverso un processo chiamato glicolisi aerobica, che richiede ossigeno e produce adenosina trifosfato (ATP), la “moneta energetica” dell’organismo. Al contrario, le cellule tumorali utilizzano un meccanismo diverso noto come effetto Warburg, per cui il glucosio viene trasformato in acido lattico anche in presenza di ossigeno, attraverso la glicolisi anaerobica. Questo percorso metabolico particolare consente ai tumori di moltiplicarsi rapidamente, ed è stato a lungo oggetto di studi per comprendere come interferire efficacemente con la loro crescita.

Come l’Etil P-Etossicinnamato interferisce con le cellule tumorali

Partendo da ricerche precedenti che avevano mostrato l’azione inibitoria dell’EMC sulle cellule cancerose, il team giapponese ha approfondito il suo effetto sul metabolismo tumorale. I risultati hanno indicato che l’estere agisce principalmente bloccando la sintesi degli acidi grassi e il metabolismo lipidico, invece di interferire con la glicolisi, come si ipotizzava in passato. Così facendo, l’EMC riduce drasticamente la produzione di ATP, privando le cellule maligne delle riserve energetiche indispensabili alla loro crescita e moltiplicazione.

La risposta adattativa delle cellule cancerose all’inibizione energetica

Lo studio ha inoltre evidenziato che, in seguito all’inibizione provocata dall’etil p-metossicinnamato, le cellule tumorali aumentano la glicolisi, probabilmente come tentativo di compensare la carenza di energia. Questo meccanismo suggerisce che l’EMC non induce direttamente la morte cellulare, ma modifica il metabolismo energetico in modo da ostacolare la proliferazione tumorale. Secondo la professoressa Akiko Kojima-Yuasa, a capo della ricerca, questa scoperta apre nuove prospettive per sviluppare terapie mirate che colpiscano specificamente questi adattamenti metabolici delle cellule cancerose. I risultati sono stati pubblicati nel 2025 su Scientific Reports, contribuendo a una migliore comprensione dei processi che regolano il metabolismo del cancro.